robe più o meno poetiche di Andrea Fabiani

mese Ottobre 2014

La stanza

La pareti sono color lavanda, lisce, la vernice è stata stesa con molta cura. Le scruto con attenzione, muovendomi parallelamente a loro, percorrendone la superficie col palmo della mano aperta, alla ricerca di piccole asperità, o di crepe, o di… Continua a leggere →

Donna che ti baci sulla panchina

Donna che ti baci sulla panchina sempre la stessa sempre, ogni giorno. Illuminata dal sole, finché c’è il sole, e da un vicino lampione la notte, dimmi:

Come la prima volta

Penso spesso di uccidermi. Ogni volta che mi affaccio da un finestra o da un terrazzo o comunque da una certa altezza, una vocina dentro di me mi sussurra: “Dai buttati”. Allo stesso modo ogni volta che, come adesso, sono… Continua a leggere →

L’innamorato alienato

Descrivere cosa provasse per Lei non è esercizio adatto ad esser risolto col linguaggio. Si sarebbe costretti ad usare parole come amore. O fede. O devozione. O altri vocaboli come questi; parole il cui suono, la cui forma resta comunque… Continua a leggere →

Rumore

Il vento di maestrale trascina via le nuvole della tempesta; passano velocemente, si sovrappongono e si separano, lasciando intravedere squarci d’azzurro intenso. Cade ancora qualche goccia di pioggia. Cade e si asciuga, non lascia traccia. Passa. Passa quasi ogni cosa,… Continua a leggere →

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