robe più o meno poetiche di Andrea Fabiani

mese Novembre 2015

Pelle

È luglio, l’autobus è vecchio e affollato, l’aria condizionata rotta. Un anziano sale a bordo e dal fondo si lamenta a voce alta dei trasporti pubblici. Lui alza per un attimo la testa da libro che sta leggendo, poi la… Continua a leggere →

Mentre

Decine di aerei lasciano il suolo, decine vi fanno ritorno, mio nonno passeggia in spiaggia da solo. Un treno arriva in orario alla stazione centrale ed esplode, tra le braccia del suo nuovo amante ancora una ricca signora s’illude. Un… Continua a leggere →

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