Lo spazzino

Svolgo un lavoro che, obiettivamente, la maggior parte della gente sottovaluta. Quando non lo dimentica completamente.
Eppure, credetemi, senza di me, senza la mia opera, questo balordo mondo su cui tutti camminiamo non potrebbe andare avanti, si accartoccerebbe su se stesso, sulle sue insanabili contraddizioni, e pian piano morirebbe, soffocato.
Se il mio lavoro è sottovalutato la ragione principale è che io produco una cosa che non si vede, produco un’assenza. Di rifiuti.
Io faccio lo spazzino. Vado in giro per la vostra città, all’alba, e ripulisco le strade da quello che voi ci avete abbandonato, ritenendo insopportabile il pensiero di tenerlo con voi fino al cassonetto più vicino. Io sono colui che vi consente di non vedere, di dimenticarvi dei vostri peccati verso il mondo. Faccio in modo che voi, passata la notte, possiate ripercorrere le strade del giorno prima senza inciampare nella vostra vergogna.
Io raccolgo tutto il vostro orrore e lo porto con me, nel mattino. Lo portò là dove non dovrete incontrarlo mai più.
Oh, non lo faccio certo da solo, questo no. Siamo in tanti, agnelli di Dio che tolgono i vostri peccati dai marciapiedi, che fanno sì che le vie del Signore oltre che infinite siano anche immacolate e pronte ad accettare nuovamente la vostra lordura.
E se non ci fossimo noi, allora sì che questo mondo diventerebbe un inferno e voi, misere anime, paghereste il prezzo dell’ingombrante morbosità della vostra indolenza.
Siamo tanti e il nostro lavoro, per quanto essenziale, non regala alcun tipo di gloria, sparisce nella sua stessa realizzazione, divorato dalla nostra implacabile efficienza. Dietro di noi non resta che quello che voi considerate soltanto l’ovvia decenza di una via pulita.
No, nessuna gloria per noi, che anzi, dobbiamo farci vedere il meno possibile, perché voi, questa è la verità, ci disprezzate. Vi diamo fastidio e non volete incontrarci, parlarci, non volete avere niente a che fare con noi. Volete potervi ingannare, illudere che non esista, qualcuno che si fa carico delle vostre mancanze.
Voi ci odiate, ecco la verità.
E se pensate che io stia esagerando, allora provate a pensare che cosa avete fatto al più grande di tutti noi. Al primo di noi.
Provate a pensare cosa avete fatto a Gesù Cristo.

af

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