Luigi

La mattina sono sempre molto distratto. Sarà la poca voglia d’andare in ufficio, sarà la noia che invariabilmente provo sugli autobus, o il sonno ancora appiccicato alla pelle, fatto sta che il mondo che mi ondeggia attorno, dentro il Quarantadue, sballottato tra una frenata e un’accelerazione, io lo percepisco a stento. Continua a leggere

Modì

A volte lo faccio ancora, se è una bella giornata e non sono troppo in ritardo scendo dall’autobus un paio di fermate prima, attraverso il viale trafficato e cammino fino al mare. Imbocco il vicolo tra i palazzi che conduce a questo piccolo, inaspettato borgo di case basse, davanti alla spiaggia: un paesino di mare nascosto in mezzo a una città. Mi fermo sulla terrazza accanto alla chiesa a guardare le nuvole immobili della mattina, le onde Continua a leggere

Neurotossina

Sono seduto nello scompartimento di un intercity, diretto a Genova, quando mi rendo conto che ho bisogno di abbracciare qualcuno.
All’improvviso, nel beccheggio ferroso del treno, schiacciato dal buio che preme oltre i finestrini, chiuso in uno spazio estraneo, comprendo chiaramente che non riuscirò ad arrivare al termine del mio viaggio, se non abbraccio qualcuno. Continua a leggere

Fotografie

Alla mostra di fotografia del famoso fotografo, ci sono molte, molte fotografie. Sono appese ai muri di ogni stanza, affiancate le une alle altre, sempre alla stessa distanza.
Sono quasi tutte degli anni trenta o quaranta. Riproducono bambini, automobili e palazzi che oggi non esistono più. Un famoso pittore e una splendida attrice. Ormai morti. Continua a leggere

Pelle

È luglio, l’autobus è vecchio e affollato, l’aria condizionata rotta. Un anziano sale a bordo e dal fondo si lamenta a voce alta dei trasporti pubblici.
Lui alza per un attimo la testa da libro che sta leggendo, poi la riabbassa subito. A lei che gli siede accanto dà soltanto un’occhiata distratta. Nota gli auricolari bianchi che le scendono dalle orecchie. Non sa da quanto tempo sia seduta lì. Continua a leggere