Pelle

È luglio, l’autobus è vecchio e affollato, l’aria condizionata rotta. Un anziano sale a bordo e dal fondo si lamenta a voce alta dei trasporti pubblici.
Lui alza per un attimo la testa da libro che sta leggendo, poi la riabbassa subito. A lei che gli siede accanto dà soltanto un’occhiata distratta. Nota gli auricolari bianchi che le scendono dalle orecchie. Non sa da quanto tempo sia seduta lì. Continua a leggere

Sala d’attesa

Siamo tutti in attesa, tutti in silenzio.
È mattina presto, ma c’è già molta luce. Me ne sto seduto senza niente da fare, aspettando, guardandomi intorno.
La donna davanti a me addenta a piccoli morsi una brioche. Il sacchetto di carta che la contiene scrocchia, l’odore morbido della crema pasticcera si diffonde nello spazio circostante. Continua a leggere

Morgana

Aveva appena smesso di piovere, una delle prime piogge consistenti d’autunno. Le gocce pesanti avevano lasciato sull’asfalto una patina d’acqua, che stendendosi su tutto – strada, auto parcheggiate, passeggiata e villette – pareva porre definitivamente fine all’estate. Il cielo, nello spazio vuoto tra il bordo frastagliato delle nubi ormai scariche e la superficie del mare, aveva preso una tonalità giallastra, da tempesta di sabbia. L’autobus procedeva lentamente, quasi svogliato, nel traffico intenso delle otto di mattina. Continua a leggere

Bruciature

Ho conosciuto Chiara quand’ero al secondo anno di università. Lei era una matricola, avevamo qualche amico in comune, ci hanno presentati a una festa, poi ci siamo incontrati nei vasti e freddi corridoi dell’ateneo, poi abbiamo cominciato a pranzare insieme, in mensa, prima, e in qualche bar vicino alla facoltà dopo. Continua a leggere

31 dicembre 2004

L’ultimo giorno dell’anno ho avuto la febbre.
Non altissima ma abbastanza per convincere mia madre a proibirmi di uscire.
Senza almeno un po’ di febbre, o una qualche altra motivazione convincente, mia madre non mi avrebbe mai permesso di restare a casa a capodanno. Lei voleva a tutti i costi che socializzassi.
O meglio, non voleva ritrovarsi a pensare di aver un figlio con dei problemi. Continua a leggere