Rumore

Il vento di maestrale trascina via le nuvole della tempesta; passano velocemente, si sovrappongono e si separano, lasciando intravedere squarci d’azzurro intenso. Cade ancora qualche goccia di pioggia.
Cade e si asciuga, non lascia traccia. Passa.
Passa quasi ogni cosa, il maltempo, gli anni, le ferite. Quello che non passa è il ricordo.
Forse l’ho sentito dire proprio da te: i cattivi ricordi avvelenano tutto, perfino l’amore.
Non pensavo che fosse vero. Non così tanto. Continua a leggere

Agata

La luce fioca dell’ abat-jour e le mie paure tremolanti. Poi tu che entri nella stanza, bella come l’inizio della notte.
E tutto l’amore che mi investe, insieme al tuo profumo.
Quanto è intenso il tuo profumo, quanto è assurdo questo amore. Non capisco più niente.
Ti afferro e ti bacio, cercando di soffocarti. Ti accarezzo come se dovessi ucciderti. Continua a leggere

Lo specchio

In piedi accanto al letto, mi guardo riflesso nella parete a specchio. Tendo i muscoli addominali, verifico la sporgenza dei pettorali. Poi ruoto facendo perno sulla punta dei piedi e mi osservo di profilo, valutando l’assenza di rotondità della pancia, le maglie larghe e precise della rete degli addominali. Fletto le gambe e mi piego leggermente in avanti, lasciando emergere il disegno dei dorsali, gonfiando la massa dei quadricipiti femorali. Poi mi rimetto dritto, nella posizione di partenza, mi sfilo i boxer e li lascio Continua a leggere