Bruciature

Ho conosciuto Chiara quand’ero al secondo anno di università. Lei era una matricola, avevamo qualche amico in comune, ci hanno presentati a una festa, poi ci siamo incontrati nei vasti e freddi corridoi dell’ateneo, poi abbiamo cominciato a pranzare insieme, in mensa, prima, e in qualche bar vicino alla facoltà dopo. Continua a leggere

31 dicembre 2004

L’ultimo giorno dell’anno ho avuto la febbre.
Non altissima ma abbastanza per convincere mia madre a proibirmi di uscire.
Senza almeno un po’ di febbre, o una qualche altra motivazione convincente, mia madre non mi avrebbe mai permesso di restare a casa a capodanno. Lei voleva a tutti i costi che socializzassi.
O meglio, non voleva ritrovarsi a pensare di aver un figlio con dei problemi. Continua a leggere

Finalmente è Natale

Erano circa le dieci del mattino del 25 dicembre, quando il portone di casa mi si richiuse fragorosamente alle spalle. Sopra la mia testa si stendeva un’unica enorme coperta di nuvole scure e fredde.
Feci la strada dal mio palazzo alla chiesa con il naso all’insù cercando di fiutare le intenzioni del cielo.
Era il 1992 e avevamo tutti tra i quattordici ai sedici anni. Continua a leggere

Il puzzle

Ascolta, è soltanto una vecchia storia.
Dicono che se salissi in soffitta e cercassi bene, sul fondo di un vecchio baule, potresti trovare una piccola scatola in legno di quercia, sta lì da chissà quanti anni.
Se la prendessi e soffiassi via la polvere e poi la aprissi scopriresti che contiene i pezzi d’un puzzle. Continua a leggere

La stanza

La pareti sono color lavanda, lisce, la vernice è stata stesa con molta cura. Le scruto attentamente, muovendomi parallelamente a loro, percorrendone la superficie col palmo della mano aperta, alla ricerca di piccole asperità, o di crepe, o di qualche altra imperfezione, ma non ne trovo. Senza dubbio l’imbianchino che ha lavorato qui sapeva il fatto suo. Continua a leggere