Come la prima volta

Penso spesso di uccidermi.
Ogni volta che mi affaccio da un finestra o da un terrazzo o comunque da una certa altezza, una vocina dentro di me mi sussurra: “Dai buttati”. Allo stesso modo ogni volta che, come adesso, sono sul binario di una stazione, in attesa di un treno, se ce n’è uno in transito la solita vocina mi chiede se non vorrei fare un passo oltre il marciapiede, subito prima che passi il locomotore. Continua a leggere

Rumore

Il vento di maestrale trascina via le nuvole della tempesta; passano velocemente, si sovrappongono e si separano, lasciando intravedere squarci d’azzurro intenso. Cade ancora qualche goccia di pioggia.
Cade e si asciuga, non lascia traccia. Passa.
Passa quasi ogni cosa, il maltempo, gli anni, le ferite. Quello che non passa è il ricordo.
Forse l’ho sentito dire proprio da te: i cattivi ricordi avvelenano tutto, perfino l’amore.
Non pensavo che fosse vero. Non così tanto. Continua a leggere

Agata

La luce fioca dell’ abat-jour e le mie paure tremolanti. Poi tu che entri nella stanza, bella come l’inizio della notte.
E tutto l’amore che mi investe, insieme al tuo profumo.
Quanto è intenso il tuo profumo, quanto è assurdo questo amore. Non capisco più niente.
Ti afferro e ti bacio, cercando di soffocarti. Ti accarezzo come se dovessi ucciderti. Continua a leggere

Lo specchio

In piedi accanto al letto, mi guardo riflesso nella parete a specchio. Tendo i muscoli addominali, verifico la sporgenza dei pettorali. Poi ruoto facendo perno sulla punta dei piedi e mi osservo di profilo, valutando l’assenza di rotondità della pancia, le maglie larghe e precise della rete degli addominali. Fletto le gambe e mi piego leggermente in avanti, lasciando emergere il disegno dei dorsali, gonfiando la massa dei quadricipiti femorali. Poi mi rimetto dritto, nella posizione di partenza, mi sfilo i boxer e li lascio Continua a leggere