la fabbrica delle nuvole

robe più o meno poetiche di Andrea Fabiani

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Quando ero piccolo nel mio quartiere periferia della periferia della provincia italiana fiorivan miriadi di leggende metropolitane. Il coccodrillo bianco, l’autostoppista fantasma, la tipa che ti scriveva benvenuto nell’aids sullo specchio, eran tante e quasi tutte tremende, ma la più… Continua a leggere →

Pois

E sul mio cuore che ti ho fatto tenere in mano hai spento sigarette, perché dicevi di provare da sempre un amore sincero per le cose a pois af

Vecchio sorriso

Quando tornerai dal tuo lungo viaggio, verrò a prenderti al treno, avrò tanta paura, vedrò se i tuoi occhi saranno ancora i tuoi occhi, il tuo collo il tuo collo, se tutto di te sarà sempre te o se avrai… Continua a leggere →

Piccola cicatrice

Pensi che non ti pensi invece ti penso forse meno di un tempo, eppure ti penso ancora ogni volta che mi ritrovo, stupito a usare un modo di dire che non conoscevo che un tempo sentivo usare da te, se… Continua a leggere →

Ancora credevo

I poeti sanno i nomi di tutte le piante son botanici esperti. Di rado dicono fiore. Preferiscon li sentiate dire giacinto narciso elicriso agapanto. Han bisogno di precisione. Per scriver poesie, alcune di queste nozioni ho dovuto acquisirle anche io,… Continua a leggere →

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