Sognando Sherwood

Io sono nato
e cresciuto in città.
M’è sempre piaciuta la città,
mi piace il cemento, il traffico
mi tranquillizza.
A me piace l’asfalto, l’odore che ha
quando cade la pioggia.
La natura
no, non mi piace.
Eppure
me lo chiedessi tu,
io con te verrei a vivere
anche in un bosco
o in una foresta.
Che io di foreste
non ne ho vedute che al cinema.
Eppure se
me lo chiedi tu
io mollo tutto e ti prendo
e ti porto nella foresta più bella
che io abbia veduto mai,
al cinema:
la foresta di Sherwood.
E divento il tuo Robin Hood.
Tu la mia Lady Marian.
Niente Fra Tuck, però.
Niente Little John,
niente soci, compagni, sodali.
Soltanto io e te.
Tirare con l’arco non so,
ma faremo le imboscate lo stesso
ruberemo ai ricchi,
qualcosa doneremo ai poveri,
qualcosa terremo per noi.
Voglio farti regali.
Voglio farti felice.
E magari smetto anche di fumare,
che me lo chiedi da anni
e oltretutto
le foreste son parecchio infiammabili
e soffrono
di carenza cronica
di tabacchini.
Prima che smetta però
fammi una foto
ché la sogno da tanto,
da mostrare agli amici
io con l’arco ben teso
la freccia incoccata
la sigaretta in bocca.
Che importa
se tirare con l’arco non so?
Se in realtà a me piace l’asfalto
e correre con le automobili?
È soltanto una foto
siamo solo io e te.
Raccontiamoci qualche bugia.
Soltanto
stai attenta che io
(sbadato che sono!)
non faccia il contrario, potrei:
la freccia in bocca,
la sigaretta incoccata.
Diventerei un piromane, col sorriso di Joker.
Sarebbe tragico, davvero
tragico.
Ok, niente foto, hai ragione
troppo rischioso.
E niente imboscate, per oggi.
E per un giorno che importa
se lo sceriffo di Nottingham affama la gente?
Lasciamo anche a lui,
povero cristo,
un istante in cui credere
di avercela fatta.
Oggi dimentica
il resto del mondo, milady,
vieni
saliamo insieme
su questa quercia immensa,
chiuditi
i rami alle spalle,
sciogli i capelli,
baciami,
sogna con me.

af

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