Neurotossina

Sono seduto nello scompartimento di un intercity, diretto a Genova, quando mi rendo conto che ho bisogno di abbracciare qualcuno.
All’improvviso, nel beccheggio ferroso del treno, schiacciato dal buio che preme oltre i finestrini, chiuso in uno spazio estraneo, comprendo chiaramente che non riuscirò ad arrivare al termine del mio viaggio, se non abbraccio qualcuno. Continua a leggere

Come la prima volta

Penso spesso di uccidermi.
Ogni volta che mi affaccio da un finestra o da un terrazzo o comunque da una certa altezza, una vocina dentro di me mi sussurra: “Dai buttati”. Allo stesso modo ogni volta che, come adesso, sono sul binario di una stazione, in attesa di un treno, se ce n’è uno in transito la solita vocina mi chiede se non vorrei fare un passo oltre il marciapiede, subito prima che passi il locomotore. Continua a leggere